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Diffamazione, ingiuria o calunnia?

Writer: avvocatoparrozzaniavvocatoparrozzani

Quando si parla di offese o accuse, è fondamentale comprendere le differenze tra diffamazione, ingiuria e calunnia, tre reati distinti previsti dal codice penale italiano.

La diffamazione si verifica quando qualcuno offende la reputazione di una persona assente, comunicando con più persone. La caratteristica principale di questo reato è che il soggetto leso non è presente al momento dell'offesa e non può immediatamente difendersi.

Ad esempio, un post su Facebook o un tweet che denigra una persona senza taggarla o coinvolgerla direttamente può configurarsi come diffamazione.

La divulgazione su piattaforme social, inoltre, può essere considerata un'aggravante, poiché aumenta la diffusione del contenuto lesivo.


L'ingiuria, ovvero l'offesa rivolta direttamente a una persona presente, è stata depenalizzata ed è ora un illecito civile. Chi si sente vittima di un insulto diretto può chiedere un risarcimento danni, ma non può più perseguire penalmente l’autore. Tuttavia, in contesti come le chat private, l'insulto diretto potrebbe ricadere in altre fattispecie, soprattutto se accompagnato da minacce o altri comportamenti illeciti.


La calunnia è un reato molto più grave: si verifica quando qualcuno accusa falsamente un'altra persona di aver commesso un reato, sapendo che tale accusa è infondata. La finalità è quella di indurre le autorità a procedere contro l'accusato. La calunnia non riguarda opinioni o insulti, ma un'accusa formale e falsa, spesso presentata in contesti giudiziari.


I social network rappresentano un terreno complesso:

Un insulto o una critica denigratoria pubblicata in un post visibile ad altre persone (es. commenti o post pubblici) può configurarsi come reato di diffamazione, specialmente se viene utilizzato un linguaggio offensivo o lesivo della reputazione.

Insulti in messaggi privati (es. via chat) possono essere perseguiti come illecito civile, soprattutto se creano un danno morale o relazionale.

Insulti reiterati e mirati potrebbero ricadere in reati come la minaccia o lo stalking, soprattutto se generano uno stato di ansia o timore per la vittima.

Considerazioni finali

L'uso delle piattaforme digitali amplifica le conseguenze di comportamenti offensivi.

È essenziale prestare attenzione alle proprie parole online: ciò che sembra una semplice opinione potrebbe avere conseguenze legali. La responsabilità digitale passa non solo attraverso il rispetto delle leggi, ma anche tramite un uso etico dei mezzi di comunicazione.


 
 
 

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